La sorpresa – Seconda parte (promo)

Dopo l’esperienza con quel dildo nero, che aveva risvegliato in noi fantasie forse tenute troppo nascoste, Sabrina era cambiata.

A letto era più spregiudicata e quasi sempre mi chiedeva di usare quel giocattolone. La scopavo, certo, ma quando la penetravo io non godeva mai come quando la penetravo con il dildo. Avevo anche scoperto che lo utilizzava anche da sola, perchè molte volte lo avevo trovato fuori posto.

Era ormai per me evidente che Sabrina voleva di più. Che non le bastavo più. E la mia “apertura” verso la possibilità di avere un altro uomo aveva scatenato molte delle sue fantasie più represse.

Durante i rapporti, mentre aveva in bocca il suo enorme dildo nero o mentre se lo faceva infilare nella fica mi provocava, chiedendomi quanto mi eccitava vederla scopata da quel cazzo. Aveva capito che la situazione mi eccitava da pazzi e ne approfittava. E ogni volta rincarava la dose. ormai i veri rapporti sessuali li aveva col suo dildo, sia quando era a letto con me che da sola.

Una volta, durante il rapporto, mi disse:

“Pensa amore se tu lo avessi così” e nel dirlo mise l’enorme dildo accanto al mio cazzo, l’umiliazione per me fu pesante perchè messi a confronto sembravano un cazzo e un dito. Eppure nella mia testa continuava a crescere l’eccitazione, quel nuovo ruolo di “cornuto virtuale” mi eccitava e il più delle volte sborravo segandomi mentre scopavo mia moglie col cazzo di gomma.

Quando le infilavo il mio dopo neanche due minuti mi diceva “Adesso l’altro…” e così finiva sempre col regalare orgasmi all’asta di gomma.

Decisi di prendere in mano la situazione, dovevo avere una conferma definitiva sulle sue intenzioni. Anche perchè la mia più grande paura era che si facesse chiavare da altri a mia insaputa.

Feci sparire il grosso dildo e ovviamente lei se ne accorse.

“Dove hai messo il cazzo nero?”

“L’ho fatto sparire”

“Perchè??”

“Perchè sono stufo della gomma, vorrei tu ne provassi un altro di carne”

Sabrina rimase qualche istante in silenzio, poi mi guardò e mi disse “E va bene! Proviamo e vediamo cosa succede! Ma sia chiara una cosa, io amo solo te!”

Dalla sua risposta capii che in fondo non aspettava altro. La abbracciai e la baciai.

“Hai in mente qualcuno?” mi chiese

“Ehm, effettivamente no.. tu?” le domandai per capire se avesse nel frattempo messo gli occhi su qualcuno e la mia domanda colpì nel segno.

“Se vuoi che sia qualcuno con quelle dimensioni bisogna andare sul sicuro. In palestra c’è un istruttore di colore, forse lui è su quei livelli”

Nel sentire le sue parole mi si gonfiò il cazzo nei pantaloni e per poco non mi sborrai nelle mutande. Era chiaro che aveva già adocchiato quell’uomo prima e magari era già successo qualcosa con lui. Ma non volli dimostrarmi geloso o sarebbe saltato tutto.

“Come possiamo fare a saperlo?”

“Indagherò…” mi rispose in maniera sibillina e prima di uscire mi chiese ancora “Sei davvero convinto di volerlo fare?”

“Sì” risposi senza neanche pensarci seppur spaventato.

Sabrina mi sorrise e uscì.

Quando rientrò in casa la sera non fece nessun accenno a quello di cui avevamo parlato, preparò la cena e più tardi mise nostra figlia a letto.

Quando ci ritrovammo a letto fu lei a riprendere il discorso.

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